Storia
le origini
Mutualità in Romania
I romeni in Italia
I romeni in Italia
Caratteristico di tutto il XX secolo, ma accresciutosi a seguito della Rivoluzione romena del 1989, il fenomeno si è ulteriormente accentuato dopo il 2002, con la liberalizzazione dei visti turistici in Romania, e soprattutto dopo il 2007, in seguito all’ingresso della Romania nell’UE e al conseguente godimento per i cittadini rumeni del beneficio della libera circolazione delle persone.
In particolare, nel decennio tra il 2001 e il 2011 la comunità romena in Italia si è di fatto decuplicata, fino a diventare nel 2008 la prima comunità straniera nel territorio nazionale e a sfiorare il milione di persone nel 2012, arrivando a rappresentare circa un quinto di tutti gli stranieri residenti in Italia, oltre che la più grande comunità rumena all’estero in tutta l’UE.
Le banche dati INPS riferiscono di 602.312 lavoratori romeni, di cui 128.001 lavoratori domestici. Secondo la Labour Force Survey si assiste ad una significativa differenziazione di genere: le donne risultano prevalentemente occupate nei servizi domestici, come addette non qualificate ai servizi di pulizia di uffici o esercizi commerciali e nel settore alberghiero in qualità di bariste e cameriere; gli uomini, in quattro casi su dieci, nelle costruzioni (soprattutto come muratori). Non è un caso, pertanto, che i comparti di punta siano l’edilizia (20,1%), i servizi alle famiglie (19,6%) e l’agricoltura (7,3%).
Nel 2020, nei due terzi dei casi (68,9%) svolgono una professione poco qualificata o operaia, contro il 29,8% degli italiani; mentre solo il 5,9% riesce a ricoprire una professione qualificata (rispetto al 39,1% degli italiani). Tale condizione migliora solo parzialmente in caso di possesso di un titolo di studio elevato.
crescita economica della romania
DIASPORA: VINO ACASA